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30 kg di caffè in varietà Bourbon e Catuai, è quanto è stato raccolto dalla prima piantagione tutta Italiana

30 kg di caffè in varietà Bourbon e Catuai, è quanto è stato raccolto dalla prima piantagione tutta Italiana

Ecco il caffè made in Sicily, lo coltiva un’azienda di Terrasini (Palermo)

PALERMO: È un raccolto di Arabica, per circa 30 kg di varietà Bourbon e Catuai, quello che segna l’ingresso dell’Italia nella cosiddetta ‘coffee belt’ – la cintura geografica dove si trovano la maggior parte delle piantagioni nel mondo – come località in assoluto più a Nord in grado di produrre caffè. Ad annunciare la prima mini-produzione, di valenza più cultural-didattico che commerciale, è Andrea Morettino, quarta generazione di torrefattori di Palermo.

Dalla pianta alla tazzina fumante. Una coltivazione sperimentale in serra di caffè arabica: il primo caffè totalmente siciliano e biologico nato nell’Azienda Bio “L’orto di nonno Nino” nei terreni generosi di Contrada Paterna, in via Baroni La Grua.

È lo straordinario risultato frutto della collaborazione dei fratelli Rosolino e Benedetto Palazzolo e del Chocolate maker Isidoro Stellino. Già in passato si era tentato di coltivare il caffè in Sicilia.

Nel 1912, il botanico Vincenzo Riccobono, in un articolo sul “Bullettino della Regia Società Toscana di Agricoltura” così evidenziava possibilità e criticità della coltura della preziosa pianta in Sicilia.

“Il Direttore del Regio Orto Botanico di Palermo, nella possibilità di poter coltivare in Sicilia piante utili di regioni tropicali, ha sempre insistito sulla coltura del Caffè. Sebbene questa non abbia dato finora alcun affidamento di riuscita, non è escluso che si possa tentarne con speciali cure la coltura; o meglio trovare qualche ibrido che possa essere resistente al freddo”.

“Questa piantagione sperimentale è un sogno – ha detto Morettino in un seminario online – che si è realizzato nel giardino della nostra fabbrica museale e Scuola del caffè a San Lorenzo ai Colli. Frutto della collaborazione con l’Orto botanico che, per l’area coloniale, importò un secolo fa semi dall’Etiopia. Da quei semi, insieme all’Università di Palermo, quest’anno abbiamo avuto un raccolto straordinario di Arabica a Km 0. Siamo a latitudini ben diverse dai Tropici e ci vorranno almeno dieci anni per farne un progetto commerciale ma il microclima ha permesso la prima piantagione all’aperto di caffè in Sicilia con drupe nostrane”.

La sfida del caffè 100% made in Sicily è stata raccolta dopo un secolo

Abbiamo assistito a tutte le fasi della macerazione dei preziosi chicchi, della sfogliatura, della tostatura. E della degustazione finale, in cui si sono sprigionati i sentori della pregiata arabica. Il tutto, sotto la supervisione del maestro cioccolatiere Isidoro Stellino, che, nella sua azienda di Alcamo, sperimenta preparazioni con semi di cacao pregiati, caffè sapientemente tostati e pregevoli distillati.

Il risultato è incoraggiante

I sentori del caffè biologico appena raccolto, gli aromi della tostatura hanno confermato che si è nella strada giusta.
La coltivazione del caffè, che necessita di quattro anni prima di entrare a regime, sarà impiantata in serra accanto ai bananeti.
Coraggio e sperimentazione e totale rispetto della natura e dell’ambiente. Sono questi i segreti del futuro dell’economia agricola siciliana che a Terrasini è già il presente.
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